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Il Ponte della Maddalena o Ponte del Diavolo

Storia e Leggende

Cenni storici

Il Ponte della Maddalena è situato a Borgo a Mozzano, lungo la statale SS12 dell’Abetone ed unisce le due sponde del fiume Serchio.
Fu costruito per volontà della Contessa Matilde di Canossa (1046-1115), una figura molto importante del medioevo italiano, che ebbe grossa influenza e potere in questa zona della Toscana.
L’aspetto attuale è però dovuto a Castruccio Castracani, Signore e condottiero di Lucca, che ne effettuò la parziale ricostruzione nei primi del 1300.
Il nome Ponte della Maddalena, venne attribuito ai primi del 1500 grazie a una cappella dedicata alla santa che si trovava sulla sponda sinistra ai piedi della struttura.
Nel 1670, Il Consiglio generale della Repubblica di Lucca, per preservarne l’integrità,  emanò un decreto dove si impediva di passare sopra il ponte con mezzi pesanti .
Ai primi del 1900, e precisamente nel 1906, per dare accesso alla ferrovia, sulla parte destra del ponte, fu aperto un nuovo arco che ne cambiò ulteriormente l’architettura originaria.

Architettura

L’aspetto del ponte è tipico medievale detto a “schiena d’asino”, e ciò che lo rende assolutamente unico, sono le tre arcate asimmetriche e in particolare quella centrale così incredibilmente alta e ampia che ne fanno un’opera di ingegneria medievale.

La leggenda, la più famosa...

Il Ponte della Maddalena è più comunemente chiamato e conosciuto come Ponte del Diavolo, grazie ad una leggenda popolare della zona, rafforzata dallo strano e volendo, inquietante aspetto del ponte.

Si narra che il capo muratore era in forte ritardo con la costruzione del ponte e quando si rese conto che non avrebbe completato i lavori entro i termini stabiliti, preso dalla paura per le severe conseguenze che ciò avrebbe comportato, decise di rivolgersi al diavolo e chiedere il suo aiuto.
E così il patto fu siglato: il diavolo avrebbe terminato l’opera in una sola notte in cambio però, della prima anima che avrebbe attraversato il ponte, una volta  terminati i lavori.

Il capo muratore preoccupato per l’imminente tributo da “pagare” al diavolo e preso dai rimorsi, andò alla svelta a confessare la sua malefatta al prete del paese e chiedere il suo aiuto. Il parroco gli consiglio di rimediare con uno stratagemma. 
Il giorno successivo il ponte venne inaugurato, ma con gran sorpresa di tutti, un maiale e non un uomo fu il primo ad attraversare il ponte.

Il diavolo, beffato e sconfitto, si dovette accontentare dell’anima della bestia e scomparve in una nuvola di zolfo tra le acque del Serchio.
E’ da far notare che localmente, c’è chi dice che in realtà fosse stato un cane e non un maiale ad attraversare il ponte, comunque poco importa, cane o maiale, il diavolo fu beffato e sconfitto e la risposta a questo dilemma giace con il maligno nelle acque del Serchio.

C’è una seconda leggenda di cui la maggior parte non è a conoscenza…. Non così nota, ma è sicuramente degna di essere raccontata…

Cenni Storici

Durante la seconda guerra mondiale, questa zona,  fu teatro di scontri tra Alleati e Tedeschi.
Infatti proprio a Borgo a Mozzano, passava la conosciutissima Linea Gotica.
La Linea Gotica, è una “linea” lungo cui correva il fronte in Italia, durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale.
La linea tagliava in due la penisola italiana, si estendeva da Massa Carrara a Pesaro, per una lunghezza di circa 300km e in alcuni punti raggiungeva una larghezza di 30km. 
A nord della linea erano le forze dell’Asse e a sud della linea gli Alleati Angloamericani.

Tutt'oggi, è possibile localizzare la Linea Gotica e partecipare a visite guidate alla scoperta delle diverse fortificazioni e bunkers locali.
Gli alleati avanzavano vittoriosi lungo la penisola e conseguentemente, le forze dell’Asse si ritiravano. Al loro passaggio distruggevano ponti, ferrovie ed ogni mezzo di comunicazione esistente.
E fino a qui è tutta storia e sfortunatamente vera.

La leggenda meno conosciuta...

Si narra che un ufficiale delle SS., sempre molto elegante e di bell’aspetto quasi a ricordare il diavolo, era al comando della zona di Borgo a Mozzano.
Sembra che questo ufficiale andasse molto orgoglioso di tutti i ponti e ferrovie che aveva ordinato di distruggere e quando vide la maestosità del Ponte del Diavolo pensò che solo uno spirito superiore potesse aver creato tale opera e provò enorme soddisfazione nell’aver la possibilità di distruggerlo.
Un giorno mentre stava studiando la collocazione delle mine sul ponte, vide una giovane donna, che era andata a prendere l'acqua ad una vicina fontana, avvicinarsi. Fu immediatamente colpito dalla sua bellezza, tanto che se ne innamorò.
Ormai il paese era disabitato, la maggior parte degli abitanti avevano abbandonato le loro case per andarsi a nascondere in luoghi più sicuri, visto che oramai l’esplosione del ponte e le case circostanti erano imminenti. La giovane donna, invece, non abbandonò la sua casa che tra l’altro si trovava nelle vicinanze del ponte e puntualmente ogni giorno andava alla fontana a riempire la brocca e lui,  tutti i giorni, ne ammirava la bellezza.
Le forze alleate stavano arrivando per cui il ponte doveva essere distrutto al più presto.
La sera in cui era prevista l’esplosione del ponte,  l’ufficiale entrò nella casa della giovane donna e la implorò di abbandonare la casa, poiché da lì a poche ore tutto sarebbe stato distrutto.
La giovane donna si rifiutò di dare ascolto all’ufficiale e di abbandonare la casa. L’ufficiale, poiché ne era follemente innamorato, per salvarla, non fece esplodere il ponte, ma decise di restare li con lei e aspettare l’arrivo degli Alleati per poi caderne prigioniero.
Ed il ponte fu salvo. Le persone incredule, andarono a controllare il ponte che maestoso come sempre si ergeva sulle rive del Serchio: Il diavolo, fino all’ultimo, aveva protetto la sua creazione.

Le verità della seconda leggenda...

Durante la mie ricerche effettuate sulle leggende del Ponte del Diavolo, ho avuto modo di  parlare con alcune persone del luogo, ormai anziane, che alla fine della II° guerra mondiale si trovavano in questi luoghi e testimoniarono personalmente gli avvenimenti.

Hanno tutti confermato la presenza dell'ufficiale tedesco che era, in realtà, un capitano.
Esisteva anche la ragazza che abitava in una casa, tutt'ora esistente, che si trova sul lato destro del Ponte.
Il capitano tedesco, oltre a nutrire un forte interesse per la ragazza, sembra sia stato amante dell'arte e ammirasse profondamente la bellezza e particolare architettura del Ponte del Diavolo.
Per questo motivo il Capitano tedesco si rifiutò di farlo esplodere.

Non cadde prigioniero delle forze Alleate, ma proseguì la ritirata con i suoi uomini, e sembra che morì in combattimento contro i Partigiani, in Garfagnana.

E' interessante e da  far notare, che il capitano tedesco, fu responsabile della distruzione di tutti i ponti della zona, incluso il ponte Pari di Borgo a Mozzano che si trova nelle immediate vicinanze del Ponte del Diavolo. 

Ponte del Diavolo - Marzo 2009Ponte del Diavolo - Marzo 2009Ponte del Diavolo - Gennaio 2009